Il parquet è un materiale vivo ricavato dal legno. Quest’ultimo è composto da molti strati, ciascuno con caratteristiche meccaniche ed estetiche ben precise.

I processi del legno che diventa parquet devono essere eseguiti in modo impeccabile perché possa ottenersi un pavimento duraturo nel tempo ed esteticamente pregevole. Solo una lavorazione artigianale realizzata in maniera sapiente consente di dare vita ad un pavimento bello e durevole.

Le fasi di lavorazione del legno

Per diventare un pavimento da posare nelle nostre case il legno deve passare diverse fasi di lavorazione, che assicurano conformità alle norme e una migliore resa finale. Dalla segagione dei tronchi, passando per l’essiccazione fino alla lavorazione delle superfici, percorriamo insieme tutti gli step che portano il legno a diventare parquet.

Il taglio dei tronchi

Per ottenere un parquet di qualità, il tronco viene tagliato perpendicolarmente per permettere alle plance di avere la stessa resistenza meccanica.

La stagionatura

Le lamelle ottenute vengono stagionate per eliminare l’umidità contenuta nel legno appena tagliato. Si può procedere a una stagionatura naturale, che produce risultati differenti a seconda del clima, dell’umidità del terreno su cui vengono accatastate le tavole e di come vengono messe a riposo le assi. In alternativa si può procedere alla stagionatura in essiccatoi, grandi forni che emettono aria calda a circuito controllato per poter portare l’umidità del legno al livello desiderato. Durante la fase di stagionatura, che può durare qualche mese, il legno scende da un livello di umidità dell’80/90% al momento del taglio, a circa il 25%.

L’essiccazione

L’essiccazione avviene attraverso due tecniche distinte: a forno o sottovuoto. Nel primo caso gli elementi sono inseriti in ambienti con flussi di aria calda e secca. Nella seconda modalità il legno è posto in ambienti che ricreano condizioni di vuoto termico: questo permette l’evaporazione dell’acqua a basse temperature. Il processo di essiccazione porta l’umidità del materiale ad un valore di circa l’8%, quando cioè può essere utilizzato nella composizione dei pavimenti in legno.

La selezione delle lamelle

Le plance vengono quindi separate in base all’aspetto, alle dimensioni e all’essenza. A questo punto le tavole di legno possono essere suddivise in lamelle di circa 4,5 mm di spessore e quindi calibrate per poi essere incollate a formare pavimenti multistrato.

I principali formati commercializzati in Italia sono i pavimenti in legno multistrato, dove l’elemento è costituito da un’anima formata da più strati tra loro incollati. Nel caso in cui il legno presenti irregolarità o nodi si procede, qualora necessaria, con la stuccatura delle imperfezioni.

La scorniciatura del legno 

La fase di scorniciatura lavora il materiale e ricrea gli incastri che permettono la posa del parquet. Nel linguaggio professionale, questi incastri sono comunemente chiamati “maschio”, la parte sporgente, e “femmina”, la parte rientrante ed incavata. Ora il pavimento è pronto per essere prodotto e rifinito secondo i gusti e le esigenze del cliente, scegliendo tra una vasta gamma di finiture e lavorazioni.

Produrre parquet significa sommare esperienza, conoscenza e soprattutto passione. Sono questi i requisiti per lavorare prodotti unici e di qualità. Le essenze e le sfumature naturali rappresentano da sempre una bellezza da valorizzare e da mantenere inalterata.

Gazzotti, una passione per il legno che dura dal 1910